Recovery · 11 min lettura

Account Ad Grants sospeso: come riattivarlo

Quando Google sospende un account Ad Grants, cosa diagnosticare prima di richiedere la riattivazione, come si compila correttamente la richiesta formale, e quali sono i tempi tipici di risposta.

La sospensione di un account Google Ad Grants è un evento amministrativo, non una sentenza definitiva. La procedura di riattivazione è documentata e Google la concede agli account che dimostrano un piano di rientro credibile. Però richiede di sapere esattamente perché l’account è stato sospeso, di sistemare la causa nel modo giusto, e di compilare la richiesta formale con il livello di dettaglio che Google si aspetta.

Questo articolo è una guida pratica al recovery, scritta dal punto di vista di chi gestisce account Ad Grants di organizzazioni del Terzo Settore italiano e ha visto la procedura di riattivazione abbastanza volte da sapere cosa funziona e cosa no.

Le cinque cause ricorrenti di sospensione

Le sospensioni Ad Grants raramente arrivano a sorpresa. Quasi sempre ci sono segnali di compliance scaduta nei mesi precedenti che, se monitorati, avrebbero permesso di intervenire prima. Le cinque cause ricorrenti sono:

  1. CTR sotto il 5% per due mesi consecutivi. È la causa più frequente. Google misura il CTR mensile a livello account: se la metrica “Total: filtered keywords” della tabella statistiche scende sotto il 5% per due mesi di fila, parte la sospensione automatica.

  2. Conversion tracking non valido o assente da oltre un mese. Google richiede minimo una conversione/mese da un’azione valida. Se le conversion action sono in errore, duplicate, scadute o non collegate correttamente a Google Ads, l’account perde la conformità.

  3. Quality Score basso su una percentuale significativa di keyword. La policy chiede di mettere in pausa o rimuovere le keyword con Quality Score 1 o 2. Account con percentuali alte di keyword in QS 1–2 vengono segnalati e poi sospesi.

  4. Keyword non conformi. Keyword di una sola parola, keyword troppo generiche, brand di terzi non autorizzati, keyword non rilevanti per la mission dell’organizzazione.

  5. Sito web non conforme alle policy. Privacy policy mancante o non funzionante, HTTPS scaduto, contenuti commerciali che non rispettano il carattere non profit, pubblicità di terze parti visibili sulle landing page degli annunci.

In molti casi la sospensione è dovuta a una combinazione di queste cause. La diagnosi accurata è il primo passo del recovery.

Diagnosi prima della richiesta

Aprire una richiesta di riattivazione senza una diagnosi completa è il modo più veloce per farsi rifiutare il rientro. Google si aspetta che l’organizzazione abbia identificato la causa e abbia già messo in atto le correzioni prima di chiedere il ripristino dell’account.

La diagnosi a 15 punti che usiamo internamente copre l’account, il sito e il tracciamento:

  • CTR account ultimi 3 mesi (mensile e cumulativo).
  • CTR per campagna, per gruppo annunci, per keyword.
  • Distribuzione Quality Score keyword attive.
  • Lista keyword di una sola parola attive.
  • Lista keyword troppo generiche o non in linea con la mission.
  • Stato conversion action: numero, tipo, “Receiving conversions” o errore.
  • Numero conversioni ultimi 90 giorni per ogni conversion action.
  • Configurazione Google Tag o GA4 sul sito (presenza, eventi mappati, linking GA4↔Google Ads).
  • Struttura campagne: numero gruppi per campagna, numero sitelink per gruppo.
  • Ad copy attivi: rilevanza, call-to-action, varianti per gruppo.
  • Landing page: conformità HTTPS, mobile-friendly, tempo di caricamento.
  • Privacy policy: presenza, link, conformità GDPR.
  • Mission visibile: presenza pagina chi-siamo, qualità descrizione attività.
  • Pubblicità di terze parti: assenza su tutte le landing page degli annunci.
  • Cronologia compliance ultimi 12 mesi: notifiche Google ricevute, policy alert, penalità.

Una diagnosi seria richiede 4–8 ore di lavoro. La quantità di dati emersi guida il piano di rientro che si allega alla richiesta.

Il piano di rientro 30 / 60 / 90 giorni

Google approva le riattivazioni con un piano credibile e azionabile. La struttura “30 / 60 / 90 giorni” è quella che funziona meglio nella nostra esperienza, perché allinea aspettative e tempi reali di ottimizzazione del programma.

Primi 30 giorni — pulizia e ricostruzione. Si rimuovono o mettono in pausa tutte le keyword non conformi (singola parola, generiche, low Quality Score). Si riscrivono gli ad copy in linea con le linee guida Google Ad Grants. Si verifica e ripristina il conversion tracking se assente o invalido. Si sistemano i punti del sito segnalati come non conformi (privacy policy, HTTPS, mission). L’obiettivo è arrivare a fine mese 1 con un account “puro”: niente policy violation pendenti, conversion tracking attivo, sito web in regola.

Giorni 31–60 — campagne in compliance. Si attivano campagne ricostruite con keyword di buona qualità (match type esatto o frase, lunghezza minima 2 parole), ad copy variati (almeno 3 per gruppo), sitelink (almeno 2 per gruppo). L’obiettivo è generare un CTR superiore al 5% nel mese 2, con almeno qualche conversione registrata.

Giorni 61–90 — ottimizzazione e validazione. Settimana per settimana si ottimizzano keyword performance, ad copy, struttura. L’obiettivo è chiudere il mese 3 con CTR account sopra il 5%, almeno una conversione/mese, Quality Score medio sopra 3, struttura campagne stabile.

A fine mese 3, l’account ha tre evidenze numeriche da mostrare a Google: CTR sopra il 5%, conversioni registrate, niente policy violation. Sono le evidenze che la richiesta di riattivazione “funziona”.

Compilare la richiesta formale di riattivazione

Per richiedere la riattivazione si compila il form ufficiale Google (“Ad Grants Reinstatement Request”). I campi richiesti includono:

  • Customer ID Google Ads dell’account sospeso.
  • Email di contatto associata all’account.
  • Descrizione delle azioni correttive intraprese.
  • Piano di rientro futuro.

La parte critica è la descrizione delle azioni correttive. Google si aspetta una risposta dettagliata, non generica. Una buona richiesta indica esplicitamente:

  • Qual era la causa della sospensione, con riferimento ai dati osservati nell’account (es. “CTR account a 3,2% nei mesi di novembre e dicembre 2025”).
  • Cosa è stato fatto per rimuovere la causa (es. “rimosse 142 keyword con Quality Score 1, riscritti 28 ad copy per migliorare CTR previsto, sistemata privacy policy del sito che era assente”).
  • Quali sono le evidenze che le correzioni hanno funzionato (es. “CTR delle nuove campagne attive in shadow account a 7,5% in 2 settimane di test”).
  • Quale piano operativo prevede l’organizzazione per evitare il ripetersi del problema (es. “audit settimanale CTR per gruppo, alert mensile su conversion tracking, audit trimestrale keyword non conformi”).

Una richiesta formulata così, con riferimenti numerici precisi, ha tassi di approvazione molto più alti di una generica.

Tempi di risposta tipici

Google risponde a richieste di riattivazione in una finestra ampia, da 3 a 14 giorni lavorativi nella nostra esperienza. Le risposte negative sono meno frequenti delle approvazioni quando la diagnosi è seria e il piano è documentato. Quando il rifiuto arriva, il messaggio Google indica la causa specifica del rifiuto: ne deriva un secondo round di correzioni e una nuova richiesta.

Riattivazioni multiple sullo stesso account sono possibili ma meno favorite: Google traccia la cronologia delle sospensioni e tende a essere più severo sulle organizzazioni con storia ricorrente. Per questo è preferibile chiedere il rientro una volta sola, dopo aver sistemato tutto, piuttosto che inviare una richiesta affrettata e doverla ripetere.

Cosa fare nel mentre

Durante l’attesa della risposta Google, l’organizzazione resta senza traffico Ad Grants. Le opzioni operative sono limitate:

  • Continuare l’ottimizzazione “a freddo” sull’account sospeso (le impostazioni si possono modificare anche con l’account disabilitato).
  • Pianificare già il piano di crescita post-rientro: keyword da attivare, conversion da sistemare, eventuale traguardo Grant Pro a 12 mesi.
  • Sistemare il sito sui punti che potrebbero essere rivisti da Google in fase di approvazione.
  • Non aprire account paralleli sotto altri Customer ID per “aggirare” la sospensione: Google li individua e sospende anch’essi, peggiorando la situazione.

Quando il recovery richiede un’agenzia

Quando l’organizzazione ha al suo interno qualcuno che conosce Google Ads e ha tempo dedicato per la procedura, il recovery è gestibile internamente. Quando l’account è ereditato, la documentazione storica è frammentaria, le competenze interne sono limitate, o il caso è già al secondo rifiuto, ha senso passare il dossier a chi fa solo questo. La diagnosi è la fase più sensibile: una causa identificata male significa una richiesta che fallirà.

Una buona regola pratica: se il primo rifiuto è arrivato e nessuno in organizzazione sa esattamente perché, è il momento di chiedere aiuto. Da quel punto in poi, la finestra di credibilità presso Google si stringe.

Aggiornato 2026 · 11 min lettura · tutti gli articoli

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