Tecnico · 13 min lettura
Conversioni Ad Grants: setup tracking valido
La policy Ad Grants richiede almeno una conversion action valida e una conversione registrata al mese. Come configurare conversion tracking conforme via Google Tag o GA4, quali eventi misurare e come evitare gli errori più comuni.
La policy Google Ad Grants è chiara: almeno una conversion action valida configurata, almeno una conversione registrata al mese. È il secondo requisito di compliance per importanza, dopo il CTR del 5%, ed è quello che fa cadere più spesso gli account “tecnicamente messi su” senza una vera attenzione al tracciamento.
Chi configura conversion tracking per la prima volta tende a guardare la documentazione Google Ads come se fosse un manuale di setup tecnico. Lo è in parte, ma il vero punto in Ad Grants è strategico: la conversion action che scegli definisce quale azione gli annunci stanno spingendo, e quindi quale leva il programma sta attivando per la tua organizzazione.
Cosa Google considera una “conversion action valida”
Google definisce una conversion action valida come un’azione misurabile sul sito che riflette un valore concreto per l’organizzazione. La definizione esclude esplicitamente:
- Pageview generiche (es. “qualsiasi visita alla home”).
- Conversioni duplicate fra strumenti diversi che misurano lo stesso evento.
- Conversioni di test rimaste attive dopo il setup iniziale.
- Conversioni con tasso di conversione anomalo (es. 100% delle visite contate come conversione).
Le conversioni valide tipiche per un ente del Terzo Settore italiano sono:
- Donazione completata (form donazione + thank-you page, oppure callback dal payment provider come Stripe/PayPal).
- Iscrizione newsletter (form completato + thank-you page).
- Iscrizione a evento o workshop (form completato).
- Compilazione form contatto (form contatto + redirect).
- Click su numero di telefono mobile (
tel:link). - Click su email (
mailto:link). - Download PDF (es. bilancio sociale, report annuale, materiali informativi).
- Visualizzazione video chiave oltre la soglia X (es. video mission completato).
- Iscrizione volontari (form dedicato + thank-you).
Le conversion action vanno scelte con criterio: troppe conversion action attive distribuiscono le metriche e rendono il reporting difficile. Idealmente si tengono 3–6 conversion action principali, non venti.
Setup via Google Tag (consigliato)
Per la maggior parte dei siti web Ad Grants, il setup tramite Google Tag (l’evoluzione di gtag.js) è la via più diretta e maintenibile. I passaggi sono:
1. Da Google Ads → Strumenti → Conversion → ”+ Nuova azione di conversione”.
2. Seleziona “Sito web” come fonte. Inserisci l’URL del sito.
3. Google esegue una scansione automatica della homepage e propone eventi candidati (form submission, click pulsante, page navigation).
4. Per ogni conversion action: imposta un nome chiaro (es. “Donazione completata”), un valore monetario se disponibile (per donazioni con importo dinamico, usa “valori transazionali specifici”), una count rule (“Una sola conversione per click” per donazioni, “Tutte” per pageview eventi).
5. Google fornisce uno snippet Google Tag (gtag.js) da inserire nel <head> del sito. Va inserito una volta, su tutte le pagine.
6. Per gli eventi specifici (donazione, iscrizione, click telefono), va aggiunto un secondo snippet sulla pagina che conta come conversione, oppure va impostato un event listener JavaScript che spara l’evento al completamento dell’azione.
7. Verifica con Google Tag Assistant (estensione Chrome) che il tag carichi correttamente e che l’evento conversion venga sparato.
8. Aspetta 24–48 ore: Google Ads inizia a mostrare lo stato “Receiving conversions” sulla conversion action. Da quel momento, è validamente attiva.
Setup via GA4 + linking Google Ads
L’alternativa più frequente è configurare gli eventi GA4 lato sito e poi collegare GA4 a Google Ads, importando gli eventi GA4 come conversion action Ad Grants. Vantaggi: una sola configurazione lato sito, dashboard GA4 disponibile in parallelo, possibilità di analisi più ampia. Svantaggi: catena di linking più lunga, più punti di rottura.
I passaggi:
1. Configura GA4 sul sito (se non già presente). Tag GA4 nel <head>.
2. Definisci gli eventi GA4 da considerare conversion: in genere tramite Google Tag Manager o tag inline. Eventi tipici: donation_completed, newsletter_signup, form_submitted, phone_click, email_click.
3. Da GA4 → Eventi → segna gli eventi rilevanti come “Eventi chiave” (la nuova nomenclatura post-2024).
4. Da Google Ads → Strumenti → Account collegati → GA4: collega le proprietà GA4.
5. Da Google Ads → Strumenti → Conversion → Importa → seleziona gli eventi chiave GA4 da importare.
6. Le conversion action importate richiedono in genere 24–72 ore prima di mostrare “Receiving conversions” sull’account Ads.
Sconsigliabile mescolare i due metodi: scegliere uno e tenerlo. La duplicazione fra Google Tag diretto e import GA4 è una delle cause più frequenti di “conversion duplicate” nei dati.
Tracking di donazioni con valore variabile
Quando l’organizzazione raccoglie donazioni con valori variabili (es. l’utente sceglie €10, €25, €50, importo libero), va configurato il tracking del valore transazionale per dare a Google il vero peso economico di ogni conversione. Questo abilita anche la strategia di offerta Maximize Conversion Value (al posto di Maximize Conversions), che ottimizza per donazioni più grandi.
Il setup:
- Lato form donazione, l’importo scelto deve essere passato come parametro all’evento conversion (es.
value,currency). - Lato Google Tag: usa la sintassi
gtag('event', 'conversion', { 'send_to': '...', 'value': importoDonato, 'currency': 'EUR' }). - Lato GA4: assicurati che l’evento
donation_completedincluda il parametrovaluecon l’importo come numero, non come stringa.
Con il valore configurato, le strategie di offerta più avanzate diventano possibili. Senza valore, Maximize Conversions tratta una donazione da €10 e una da €500 come uguali — è subottimale per un account medio.
Errori ricorrenti che invalidano il tracking
I cinque errori più frequenti negli account Ad Grants che hanno conversion tracking “tecnicamente attivo” ma di fatto invalido:
1. Tag duplicati. Google Tag installato una volta nel template del sito + Google Tag Manager che inietta un secondo Google Tag = ogni evento contato due volte. Dashboard appare promettente, Google rifiuta come “metriche anomale”.
2. Pageview generica come conversione. “Visita a /grazie” è una conversion action mascherata: tecnicamente conta tutte le visite alla pagina, comprese quelle non originate da una vera azione (refresh, bookmark, accesso diretto).
3. Conversion action di test mai disabilitate. Si imposta “Conversion test” durante il setup iniziale, si dimentica di metterla in “Inactive”. Inquina i dati e può portare a notifica policy.
4. Linking GA4 ↔ Google Ads non confermato in entrambe le direzioni. Lato GA4 il linking sembra fatto, lato Google Ads le proprietà non risultano collegate. Le conversion non arrivano.
5. Eventi sparati prima del consenso cookie. Su siti con cookie banner, se Google Tag spara prima del consenso (e il banner non distingue tecnici da analytics), le conversion potrebbero non arrivare correttamente o arrivare incomplete in tempistiche random.
Verifica mensile del setup
Conversion tracking è il punto del programma che si rompe più spesso senza dare segnali chiari. Una verifica mensile rapida:
- Apri Google Ads → Conversion → guarda lo stato “Receiving conversions” su ogni conversion action principale.
- Apri il report “Conversioni” della settimana e del mese: verifica che le conversion siano in linea con il volume del traffico (un calo improvviso a zero è un segnale di rottura).
- Per le conversion da form: fai un test di compilazione su una landing page principale. Verifica che la conversion arrivi entro 24–48 ore.
- Per le conversion da telefono: fai un test click sul numero da mobile. Verifica che l’evento sia sparato.
- Per le conversion GA4 importate: apri GA4 → Eventi chiave, verifica che ricevano dati.
5 minuti di verifica al mese evitano il caso peggiore di tutti: scoprire dopo 6 settimane che il tracking è rotto e che l’account è ufficialmente “senza conversioni” da policy.
Quando la conversion tracking richiede un’agenzia o uno sviluppatore
Se l’organizzazione ha un sito su CMS standard (WordPress, Drupal) con plugin di donazione standard (es. GiveWP, WPMU DEV, Stripe Checkout), il setup conversion tracking è eseguibile in autonomia da chi conosce le basi di Google Ads. Se il sito è custom, se il flusso di donazione è multi-step, se ci sono integrazioni con CRM (Salesforce, HubSpot), se i pagamenti passano da provider non standard, allora ha senso lavorare con uno sviluppatore o un’agenzia che configuri il tracking lato codice e lato dashboard insieme.
In tutti i casi, vale la pena documentare il setup conversion tracking in un foglio interno: quali eventi si misurano, dove sono installati, chi li ha configurati, quando sono stati testati l’ultima volta. È la documentazione che salva l’account quando chi lo gestiva cambia.
Aggiornato 2026 · 13 min lettura · tutti gli articoli